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IL CAOS DEL TRAFFICO DI ASSONI NELLA MH vai …

12 Novembre 2003 alle 10:35 Stampa Invia email commenta!

Ricevuto da Gerrit Dommerholt, presidente dell’European Huntington Association.

La traduzione di questo testo scientifico è letterale, e i termini inglesi vengono “italianizzati”. Sono rispettati totalmente i contenuti.

DISORDINI NEURODEGENERATIVI – Il caos del traffico degli assoni (L’assone: è una parte del neurone da dove viene trasmesso l’impulso elettrico).
6 novembre 2003 – I neuroni dipendono fortemente, forse più di qualsiasi altro tipo di cellule, da un trasporto intracellulare efficiente. Due studi evidenziano che le proteine con l’espansione di ripetizioni della glutammina, come quelle della Malattia di Huntington, potrebbero interferire con il trasporto di assoni, e questo potrebbe contribuire allo sviluppo della neurodegenerazione nei disordini da poliglutammine come la Malattia di Huntington.
Nel primo studio, Gunawardena et al. hanno osservato il trasporto di assoni della Drosophila (è un moscerino). Le mosche nelle quali l’espressione dell’huntingtina era stata ridotta dall’RNA specifico del tessuto, mostravano un accumulo di ornganelli all’interno dei nervi larvali, cosa tipica del deficit del trasporto di assoni. In aggiunta la riduzione dell’huntingtina nell’occhio ha causato la neurodegenerazione negli occhi delle mosche adulte, simile a quella causata dalla eccessiva espressione dell’huntingtina mutata. Questi risultati indicano che l’huntingtina normale potrebbe essere coinvolta nel trasporto degli assoni. Deficit simili, però, sono stati prodotti dall’espressione di un frammento di huntingtina contenente la regione con la poliglutammina espansa con lo scopo di provocare una funzione tossica. Ulteriori ricerche hanno rivelato che i livelli di proteine motorie solubili nei neuroni delle mosche che esprimevano proteine di poliglutammine erano ridotti.
Si sa che la Malattia di Huntington interagisce con la proteina 1 associata all’huntingtina (HAP1), che a sua volta si associa con un componente del sistema di trasporto degli assoni, e l’autore di questo studio suggerisce che la proteina mutata potrebbe isolare le proteine motorie. La conseguente diminuzione di proteine motorie nella cellula potrebbe causare i deficit del trasporto di assoni.
Nel valutare l’espressione delle proteine con poliglutammine sia nel nucleo che nel citoplasma delle cellule, Gunawardena et al. Hanno mostrato che il fenotipo del trasporto di assoni dipendeva dall’espressione citoplasmatica delle proteine. Inoltre, quando l’espressione era ristretta al nucleo, provocava l’apoptosi nei neuroni. Gli autori ipotizzano che l’huntingtina mutata abbia due distinti meccanismi patogenici, uno che impedisce il trasporto e l’altro che provoca l’apoptosi, e che entrambi possano agire insieme nella Malattia di Huntington.
Nel secondo studio, Szebenyi et al. hanno usato l’assoplasma isolato da assoni giganti di calamaro per studiare il trasporto veloce di assoni. Quando nell’assoplasma sono stati immessi frammenti di huntingtina mutata, sia gli assoni veloci anterogradi che i retrogradi sono rallentati. Un’altra proteina poliglutamminica, il recettore androgeno (espansioni alle quali è associata l’atrofia spinobulbare muscolare), ha avuto lo stesso effetto. Gli autori hanno anche scoperto che il recettore androgeno mutato inibiva la crescita di neurite nelle cellule neuronali, supportando così l’idea che la proteina interferisse con il trasporto degli assoni. Nella Malattia di Huntington e in altri disordini da poliglutammine, le proteine mutate si accumulano sia nel nucleo che nel citoplasma. Non è chiaro quale di questi due contribuisca allo sviluppo della patologia, o addirittura se gli aggregati siano necessari per la neurodegenerazione. Questi studi aggiungono un altro pezzo al puzzle, ma si dovrà fare ancora della strada per comprendere pienamente come l’espansione di poliglutammine causi la neurodegenerazione.

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