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L'Associazione "Ricerca In Movimento" è stata costituita per fornire un appoggio formativo, pratico e morale alle famiglie con pazienti affetti da Corea di Huntington a partire dal 1994 fino al 2002. La "Mauro Emolo Onlus" nata da una costola dell'Associazione "Ricerca In Movimento" è attiva dal 2001 e si occupa di finanziare la produzione di materiale informativo sulla Corea di Huntington (spot, campagne stampa, sito internet, numero verde) oltre a tutte le iniziative utili alla ricerca e alle famiglie.

La ripetizione dell’espansione trinucleotide nelle cellule germinali.

13 Novembre 2003 scritto da admin alle 10:28 commenta!

La traduzione di questo testo scientifico è letterale, e i termini inglesi vengono “italianizzati”. Sono rispettati totalmente i contenuti.

URL: http://www.ncbi.nlm.nih.gov/

9 novembre 2003
La ripetizione dell’espansione trinucleotide nelle cellule germinali.

Pearson CE-Program of Genetics and Genomic Biology, The Hospital for Sick Children, 555 University Avenue, Elm Wing 11-135, M5G 1X8, Toronto,
Ontario, Canada

L’espansione trinucleotide (come quella del CAG) causa almeno 30 malattie inclusa quella di Huntington (MH). Molte sono ereditate in maniera predominante attraverso la trasmissione paterna, e sono probabilmente il risultato di mutazioni specifiche della cellula germinale.

Uno studio recente delle cellule testicolari in pazienti affetti da MH ha rivelato che le espansioni avvengono nelle cellule diploidi prima del completamento della meiosi. Perciò le espansioni non sono limitate allo sperma del tardo aploide, nel quale il menoma sta “dormendo”.

Questi risultati hanno implicazioni sia per la ricerca che ha lo scopo di comprendere la trasmissione di una seria mutazione che per lo sviluppo di nuove terapie per la malattia.


Analisi di modelli cellulari, transgenici e umani della Malattia di Huntington rivela alterazioni di tyrosine hydroxylase e neuropatologia della substantia nigra.

13 Novembre 2003 scritto da admin alle 10:25 commenta!

6 novembre 2003
Analisi di modelli cellulari, transgenici e umani della Malattia di Huntington rivela alterazioni di tyrosine hydroxylase e neuropatologia della substantia nigra.

URL: http://www.ncbi.nlm.nih.gov/

Yohrling GJ, Jiang GC, DeJohn MM, Miller DW, Young AB, Vrana KE, Cha JH-Department of Neurology, Center for Aging, Genetics, and Neurodegeneration, Massachusetts General Hospital, 114 16th Street,
B114-2000, 02129-4404, Charlestown, MA, USA

La Malattia di Huntington è un disordine neurodegenerativo progressivo, autosomico dominante, che è caratterizzato patologicamente da una degenerazione specifica dello striato. E’ stato ipotizzato come meccanismo che sottolinea il disordine del movimento nella MH un’aberrante neurotrasmissione della dopamina.

Riportiamo che l’attività enzimatica del tyrosine hydroxylase (TH), l’enzima che determina il grado della biosintesi della dopamina, è diminuito in un modello di topo transgenico della MH. In aggiunta si è scoperto che l’huntingtina mutata disgrega la trascrizione di TH e
il promotore della dopamina beta-hydroxylase (DbetaH). In situ l’ibridizzazione ha rivelato una perdita estensiva di TH mRNA e una diminuzione della dimensione della cellula dopaminergica nella substantia nigra umana. La proteina TH-immunoreattiva nel grado 4 della substantia nigra con MH è ridotta del 32% rispetto ai controlli di individui della stessa età non affetti.

Queste scoperte implicano anormalità nella neurotrasmissione di dopamina nella MH e possono fornire nuove strade per le valutazioni di una terapia con farmaci.


Ruolo della proteolisi nei disordini da poliglutammine.

13 Novembre 2003 scritto da admin alle 10:23 commenta!

URL: http://www.ncbi.nlm.nih.gov/

1 novembre 2003

Ruolo della proteolisi nei disordini da poliglutammine.

Tarlac V, Storey E.-Department of Medicine (Neuroscience), Monash University, Alfred Hospital Campus, Melbourne, Australia.

Sino ad oggi sono stati individuati nove disordini da poliglutammine, inclusa la Malattia di Huntington (MH), l’atrofia spinobulbare muscolare SBMA), l’atrofia dentatorubral-pallidoluysian (DRPLA), e l’atassia spinocerebellare 1,

2, 3, 6, 7 and 17 (SCAs).

Sebbene esperimenti di esclusione e sui topi transgenici suggeriscano che un’acquisizione di funzione tossica sia un fattore centrale della morte dei neuroni in queste malattie /con la probabile eccezione della SCA6), l’esatto meccanismo della neurotossicità rimane in contenzioso. Un ulteriore enigma è la caratteristica distribuzione di danni neuronali in ogni malattia, nonostante le diverse espressioni delle proteine anormali.

Un possibile meccanismo che potrebbe essere alla base della distribuzione specifica di tossicità neuronale è la scissione proteoltica delle proteine che contengono il tratto di poliglutammine espanse in tutta la loro lunghezza.

C’è un’evidenza trovata in vitroo in vivo (o in entrambi) di scissione proteolitica nella MH, SBMA,

DRPLA, and SCAs 2, 3, e 7.

Nella MH la scissione è stato dimostrato manifestarsi in regioni specifiche, risultando in un’attivazione di caspasi. Queste malattie sono anche caratterizzate dallo sviluppo di aggregati intraneuronali della proteina abnorme co-localizzati con i componenti del ubiquitin-proteasome.

Rimane poco chiaro se questi aggregati siano patogenici o semplici segni della malattia; comunque, almeno nel caso dell’ataxin-3, la scissione promuove l’aggregazione. L’inibizione di specifiche

proteasi costituisce un potenziale approccio a queste malattie.


IL CAOS DEL TRAFFICO DI ASSONI NELLA MH vai …

12 Novembre 2003 scritto da admin alle 10:35 commenta!

Ricevuto da Gerrit Dommerholt, presidente dell’European Huntington Association.

La traduzione di questo testo scientifico è letterale, e i termini inglesi vengono “italianizzati”. Sono rispettati totalmente i contenuti.

DISORDINI NEURODEGENERATIVI – Il caos del traffico degli assoni (L’assone: è una parte del neurone da dove viene trasmesso l’impulso elettrico).
6 novembre 2003 – I neuroni dipendono fortemente, forse più di qualsiasi altro tipo di cellule, da un trasporto intracellulare efficiente. Due studi evidenziano che le proteine con l’espansione di ripetizioni della glutammina, come quelle della Malattia di Huntington, potrebbero interferire con il trasporto di assoni, e questo potrebbe contribuire allo sviluppo della neurodegenerazione nei disordini da poliglutammine come la Malattia di Huntington.
Nel primo studio, Gunawardena et al. hanno osservato il trasporto di assoni della Drosophila (è un moscerino). Le mosche nelle quali l’espressione dell’huntingtina era stata ridotta dall’RNA specifico del tessuto, mostravano un accumulo di ornganelli all’interno dei nervi larvali, cosa tipica del deficit del trasporto di assoni. In aggiunta la riduzione dell’huntingtina nell’occhio ha causato la neurodegenerazione negli occhi delle mosche adulte, simile a quella causata dalla eccessiva espressione dell’huntingtina mutata. Questi risultati indicano che l’huntingtina normale potrebbe essere coinvolta nel trasporto degli assoni. Deficit simili, però, sono stati prodotti dall’espressione di un frammento di huntingtina contenente la regione con la poliglutammina espansa con lo scopo di provocare una funzione tossica. Ulteriori ricerche hanno rivelato che i livelli di proteine motorie solubili nei neuroni delle mosche che esprimevano proteine di poliglutammine erano ridotti.
Si sa che la Malattia di Huntington interagisce con la proteina 1 associata all’huntingtina (HAP1), che a sua volta si associa con un componente del sistema di trasporto degli assoni, e l’autore di questo studio suggerisce che la proteina mutata potrebbe isolare le proteine motorie. La conseguente diminuzione di proteine motorie nella cellula potrebbe causare i deficit del trasporto di assoni.
Nel valutare l’espressione delle proteine con poliglutammine sia nel nucleo che nel citoplasma delle cellule, Gunawardena et al. Hanno mostrato che il fenotipo del trasporto di assoni dipendeva dall’espressione citoplasmatica delle proteine. Inoltre, quando l’espressione era ristretta al nucleo, provocava l’apoptosi nei neuroni. Gli autori ipotizzano che l’huntingtina mutata abbia due distinti meccanismi patogenici, uno che impedisce il trasporto e l’altro che provoca l’apoptosi, e che entrambi possano agire insieme nella Malattia di Huntington.
Nel secondo studio, Szebenyi et al. hanno usato l’assoplasma isolato da assoni giganti di calamaro per studiare il trasporto veloce di assoni. Quando nell’assoplasma sono stati immessi frammenti di huntingtina mutata, sia gli assoni veloci anterogradi che i retrogradi sono rallentati. Un’altra proteina poliglutamminica, il recettore androgeno (espansioni alle quali è associata l’atrofia spinobulbare muscolare), ha avuto lo stesso effetto. Gli autori hanno anche scoperto che il recettore androgeno mutato inibiva la crescita di neurite nelle cellule neuronali, supportando così l’idea che la proteina interferisse con il trasporto degli assoni. Nella Malattia di Huntington e in altri disordini da poliglutammine, le proteine mutate si accumulano sia nel nucleo che nel citoplasma. Non è chiaro quale di questi due contribuisca allo sviluppo della patologia, o addirittura se gli aggregati siano necessari per la neurodegenerazione. Questi studi aggiungono un altro pezzo al puzzle, ma si dovrà fare ancora della strada per comprendere pienamente come l’espansione di poliglutammine causi la neurodegenerazione.


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