inicio mail me! Torna su Vai giù

L'Associazione "Ricerca In Movimento" è stata costituita per fornire un appoggio formativo, pratico e morale alle famiglie con pazienti affetti da Corea di Huntington a partire dal 1994 fino al 2002. La "Mauro Emolo Onlus" nata da una costola dell'Associazione "Ricerca In Movimento" è attiva dal 2001 e si occupa di finanziare la produzione di materiale informativo sulla Corea di Huntington (spot, campagne stampa, sito internet, numero verde) oltre a tutte le iniziative utili alla ricerca e alle famiglie.

Archivio: novembre 2003

IL CAOS DEL TRAFFICO DI ASSONI NELLA MH vai …

Ricevuto da Gerrit Dommerholt, presidente dell’European Huntington Association.

La traduzione di questo testo scientifico è letterale, e i termini inglesi vengono “italianizzati”. Sono rispettati totalmente i contenuti.

DISORDINI NEURODEGENERATIVI – Il caos del traffico degli assoni (L’assone: è una parte del neurone da dove viene trasmesso l’impulso elettrico).
6 novembre 2003 – I neuroni dipendono fortemente, forse più di qualsiasi altro tipo di cellule, da un trasporto intracellulare efficiente. Due studi evidenziano che le proteine con l’espansione di ripetizioni della glutammina, come quelle della Malattia di Huntington, potrebbero interferire con il trasporto di assoni, e questo potrebbe contribuire allo sviluppo della neurodegenerazione nei disordini da poliglutammine come la Malattia di Huntington.
Nel primo studio, Gunawardena et al. hanno osservato il trasporto di assoni della Drosophila (è un moscerino). Le mosche nelle quali l’espressione dell’huntingtina era stata ridotta dall’RNA specifico del tessuto, mostravano un accumulo di ornganelli all’interno dei nervi larvali, cosa tipica del deficit del trasporto di assoni. In aggiunta la riduzione dell’huntingtina nell’occhio ha causato la neurodegenerazione negli occhi delle mosche adulte, simile a quella causata dalla eccessiva espressione dell’huntingtina mutata. Questi risultati indicano che l’huntingtina normale potrebbe essere coinvolta nel trasporto degli assoni. Deficit simili, però, sono stati prodotti dall’espressione di un frammento di huntingtina contenente la regione con la poliglutammina espansa con lo scopo di provocare una funzione tossica. Ulteriori ricerche hanno rivelato che i livelli di proteine motorie solubili nei neuroni delle mosche che esprimevano proteine di poliglutammine erano ridotti.
Si sa che la Malattia di Huntington interagisce con la proteina 1 associata all’huntingtina (HAP1), che a sua volta si associa con un componente del sistema di trasporto degli assoni, e l’autore di questo studio suggerisce che la proteina mutata potrebbe isolare le proteine motorie. La conseguente diminuzione di proteine motorie nella cellula potrebbe causare i deficit del trasporto di assoni.
Nel valutare l’espressione delle proteine con poliglutammine sia nel nucleo che nel citoplasma delle cellule, Gunawardena et al. Hanno mostrato che il fenotipo del trasporto di assoni dipendeva dall’espressione citoplasmatica delle proteine. Inoltre, quando l’espressione era ristretta al nucleo, provocava l’apoptosi nei neuroni. Gli autori ipotizzano che l’huntingtina mutata abbia due distinti meccanismi patogenici, uno che impedisce il trasporto e l’altro che provoca l’apoptosi, e che entrambi possano agire insieme nella Malattia di Huntington.
Nel secondo studio, Szebenyi et al. hanno usato l’assoplasma isolato da assoni giganti di calamaro per studiare il trasporto veloce di assoni. Quando nell’assoplasma sono stati immessi frammenti di huntingtina mutata, sia gli assoni veloci anterogradi che i retrogradi sono rallentati. Un’altra proteina poliglutamminica, il recettore androgeno (espansioni alle quali è associata l’atrofia spinobulbare muscolare), ha avuto lo stesso effetto. Gli autori hanno anche scoperto che il recettore androgeno mutato inibiva la crescita di neurite nelle cellule neuronali, supportando così l’idea che la proteina interferisse con il trasporto degli assoni. Nella Malattia di Huntington e in altri disordini da poliglutammine, le proteine mutate si accumulano sia nel nucleo che nel citoplasma. Non è chiaro quale di questi due contribuisca allo sviluppo della patologia, o addirittura se gli aggregati siano necessari per la neurodegenerazione. Questi studi aggiungono un altro pezzo al puzzle, ma si dovrà fare ancora della strada per comprendere pienamente come l’espansione di poliglutammine causi la neurodegenerazione.

12 novembre 2003 Pubblicato da admin commenta!

MH: correlazioni cliniche di disabilità e progresso

Ricevuto da Gerrit Dommerholt, presidente dell’European Huntington Association.

La traduzione di questo testo scientifico è letterale, e i termini inglesi vengono “italianizzati”. Sono rispettati totalmente i contenuti.

Neurology 28 ottobre 2003
TITOLO: Malattia di Huntington: correlazioni cliniche di disabilità e progresso.

Mahant N, McCusker EA, Byth K, Graham S.-Department of Neurology (Drs. Mahant and McCusker, and S. Graham) and Westmead Millennium Institute (Dr. Byth), Westmead Hospital.

OBIETTIVO:
Definire le variazioni fenotipiche in una vasta popolazione di persone affette da Malattia di Huntington (MH) e identificare le caratteristiche cliniche che pronosticano la disabilità e il grado di
progressione della malattia.

METODI:
Gli autori hanno analizzato i dati di 1.026 pazienti, seguiti per il tempo medio di 2,7 anni, usando vari modelli di effetto. I fattori studiati includevano l’età d’insorgenza, il principale sintomo di
insorgenza, la gravità di perdita motoria e cognitiva e il livello di disabilità.

RISULTATI:
L’età media di insorgenza era di 41,5 anni (in pazienti che andavano dagli 8 agli 83 anni d’età), e i pazienti sono stati selezionati in tutti gli stadi della malattia. L’insorgenza in età più giovane era
associata con la distonia, minore corea e una progressione più veloce della malattia dal punto di vista motorio, cognitivo e funzionale.

Il grado di progressione non era correlato con il sintomo principale dell’insorgenza della malattia o con il sesso del paziente affetto. La disabilità era correlata con le perdite di funzioni motorie
(escludendo la corea e la distonia) e i risultati del test symbol-digit. La perdita di peso era correlata con la corea grave.

CONCLUSIONI:
Il grado di progresso della MH era maggiormente rapido nei casi di insorgenza in età giovanile. Per questo la lunghezza delle ripetizioni CAG può essere di determinante importanza non solo in
relazione all’età d’insorgenza ma anche al grado di progressione della malattia. La corea è stata associata con la perdita di peso, ma sia la corea che la distonia non erano i fattori maggiormente
determinanti per la disabilità.

PubMED Abstract URL: http://www.ncbi.nlm.nih.gov/

12 novembre 2003 Pubblicato da admin commenta!

La “mappa” del moscerino della frutta potrebbe condurre a farmaci per curare i disordini genetici

Ricevuto da Gerrit Dommerholt, presidente dell’European Huntington Association.

La traduzione di questo testo scientifico è letterale, e i termini inglesi vengono “italianizzati”. Sono rispettati totalmente i contenuti.

6 novembre 2003

LA “MAPPA” DEL MOSCERINO DELLA FRUTTA POTREBBE CONDURRE A FARMACI PER
CURARE I DISORDINI GENETICI.

Un Ingegnere Biomedico del Johns Hopkins ha analizzato le interazioni della proteine nelle cellule dei bachi.

Un ricercatore del Johns Hopkins ha avuto un ruolo fondamentale nella creazione di una mappa di riferimento che descrive nel dettaglio il modo in cui le proteine interagiscono nelle cellule dei moscerini della frutta. Questa mappa rappresenta un modello per gli studi futuri sugli esseri umaniche dovrebbero condurre a una comprensione maggiore dei disordini genetici ed infettivi.

La ricerca apre anche una nuova, importante porta per identificare i farmaci per il trattamento di simili disturbi. Lo studio è pubblicato on-line dal Journal Science al sito web Science Express.

http://www.sciencexpress.org

http://www.aaas.org.)

Una precdente ricerca era risultata in una lista di 14.000 geni all’interno del moscerino della frutta e delle proteine che producono nelle cellule dell’insetto. “E’ come avere una lista biologica
delle “parti” – ha detto Joel S. Bader, un professore assistente del Dipartimento di Ingegneria Biomedica – “Ma quello che non sappiamo è come queste parti siano connesse l’una all’altra. Non abbiamo ottenuto l’equivalente di un diagramma di un impianto elettrico o di un manuale di assemblaggio. Ciò che ci dice questa nuova mappa è quali proteine “parlano” le une con le altre e lavorano insieme all’interno della cellula. Sinora abbiamo avuto solo mappe come
questa per l’organismo delle singole cellule. Questo è importante, perché il nostro è il primo diagramma di assemblaggio su larga scala di un organismo multicellulare.”

Con più di tre dozzine di colleghi, Bader ha cominciato a lavorare su questa mappa diversi anni fa come direttore di bioinformatica presso la ditta CuraGen Corp., dove è stata condotta gran parte della ricerca. Ha continuato a lavorare su questo progetto dopo aver raggiunto la facoltà del Whitaker Biomedical Engineering Institute al Johns Hopkins lo scorso agosto. Bader è uno dei tre autori principali dello studio pubblicato da Science che spiega nel dettaglio la mappa delle interazioni tra proteine. Sostiene che la mappa che si riferisce ai moscerini della frutta o Drosophila melanogaster, può servire come “schema” da seguire per altre specie, inclusi gli esseri umani.

“Questa è una pietra miliare, perché uno degli elementi che mancava per l’avanzamento nella sequenza del genoma era che non sapevamo che cosa facesse ogni singolo gene –ha aggiunto Bader- “Non è sufficiente sapere da che parti è costituita la cellula umana. Devi sapere quante
di queste parti lavorano insieme per portare avanti determinate funzioni all’interno della cellula. Questo condurrà ad una maggior comprensione delle malattie genetiche e aggiungerà alla nostra
conoscenza della biologia di base la comprensione di come “lavorino” le cellule.”

Il moscerino della fruttaè stato un modello favorito per i ricercatori genetici per circa un secolo, poiché gli insetti sono piccoli, facili da nutrire e si riproducono ogni due settimane. I moscerini della frutta e gli esseri umani condividono delle somiglianze nello sviluppo, e nei processi biologici sono ancora più simili, a livello cellulare.

Per scoprire quali proteine espresse dai geni dei moscerini della frutta interagiscano con le altre, Bader e i suoi colleghi hanno impiegato una tecnica chiamata “il metodo dei due ibridi”, nella
quale accoppiavano tipi specifici di cellule in sviluppo. In ogni esperimento una cellula che conteneva solo una proteina del moscerino della frutta veniva “incrociata” con una cellula che conteneva 10.000 altre proteine. Esaminando ciò che risultava (e sopravviveva) damquesta unione i ricercatori hanno potuto determinare quali proteine interagissero con le altre. L’esperimento è stato ripetuto 10.000 volte per fornire sufficienti dati per produrre la mappa d’interazione. L’enorme team di ricerca includeva persone che conducevano gli esperimenti di laboratorio, altri che organizzavano
l’enorme quantità di dati e ancora altri –incluso Bader, specialista in biologia computerizzata- che analizzavano i dati.

Il risultato della ricerca per la mappa d’interazione delle proteine del moscerino della frutta sono consultabili da altri scienziati in database pubblici accessibili via web. Bader sta utilizzando la mappa in collaborazione con esperti di malattie infettive per comprendere come le nostre cellule combattano i microbi patogeni. Bader crede che altri ricercatori useranno questi dati per imparare più cose sulle attività delle cellule e per selezionare farmaci che possano essere utili nel trattamento di malattie che abbiano una componente genetica, incluso il cancro, i disordini neurologici e il diabete.

THE JOHNS HOPKINS UNIVERSITY
OFFICE OF NEWS AND INFORMATION
3003 N. Charles Street, Suite 100
Baltimore, Maryland 21218-3843
Phone: (410) 516-7160 / Fax (410) 516-5251

Links:
Joel Bader’s Lab Page: http://www.bme.jhu.edu/labs/bader
Johns Hopkins Department of Biomedical Engineering:

http://www.bme.jhu.edu

MEDIA CONTACT: Phil Sneiderman
(410) 516-7907
prs@jhu.edu

12 novembre 2003 Pubblicato da admin commenta!
« Pagina precedente