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L'Associazione "Ricerca In Movimento" è stata costituita per fornire un appoggio formativo, pratico e morale alle famiglie con pazienti affetti da Corea di Huntington a partire dal 1994 fino al 2002. La "Mauro Emolo Onlus" nata da una costola dell'Associazione "Ricerca In Movimento" è attiva dal 2001 e si occupa di finanziare la produzione di materiale informativo sulla Corea di Huntington (spot, campagne stampa, sito internet, numero verde) oltre a tutte le iniziative utili alla ricerca e alle famiglie.

Archivio: novembre 2003

Studio sul test genetico e le sue implicazioni psicosociali.

La traduzione di questo testo scientifico è letterale, e i termini inglesi vengono “italianizzati”. Sono rispettati totalmente i contenuti.

«Decisioni per il test genetico predittivo per la Malattia di Huntington: contesto, valutazione e nuovi imperativi morali.»

Taylor SD. School of Social Work and Social Policy, The University ofQueensland, Qld. 4072, St. Lucia, Australia

Il test predittivo è una delle nuove tecnologie genetiche che, congiuntamente con altri campi in via di sviluppo come la “farmacogenomica”, promette molti benefici per la prevenzione e per la salute della popolazione. Comprendere come gli individui valutino e affrontino la decisione di fare il test genetico è sempre più rilevante man mano che la tecnologia si espande. Se si pone la comprensione del rischio genetico e il prendere la decisione di fare il test inserendoli in una struttura di vita “olistica”, che include la famiglia o le relazioni di parentela, queste possono variare
considerevolmente dalla rappresentazione clinica di questi fenomeni. Il test predittivo per la Malattia di Huntington (MH) viene considerato come un modello in questo contesto, invece di essere visto come il disordine di un singolo gene, grave, di insorgenza prevalente in età adulta ma attualmente incurabile. Questo studio informa riguardo a uno studio qualitativo australiano che ha studiato la decisione di sottoporsi al test predittivo in individui a rischio di MH, i contesti delle loro decisioni e le valutazioni che le sostengono.

Interviste approfondite sono state fatte in Australia a 16 individui con il 50% di rischio di aver ereditato la MH, con variazioni riguardo la decisione di sottoporsi o meno al test, il sesso, l’età e
alcune caratteristiche selezionate. La rivelazione che avrebbe avuto seguito al risultato del test veniva considerata una decisione cruciale per la propria vita, con implicazioni importanti sia per sé
stessi che per gli altri, mentre il diritto di “non sapere” lo stato genetico era stato difeso con forza e unanimità.

Sono stati identificati molteplici contesti di riferimento all’interno dei quali venivano inserite le decisioni di fare o meno il test, incluse le parentele intra- e interpersonali, la storia famigliare e l’esperienza della MH, e la temporalità. I partecipanti usavano due criteri principali per valutare le opzioni del test: la percezione del valore del test o delle informazioni su di esso sia per sé stessi che per altre persone importanti, e il grado con cui questa informazione sarebbe stata tollerata e gestita, sia a breve che a lungo termine, sia da sé stessi che dagli altri. Sono state esaminate una selezione di considerazioni etiche e morali che coinvolgono la decisione da prendere, così come i contesti clinici e socio-politici in cui il test si sarebbe svolto.Questo studio suggerisce che le vulnerabilità psicosociali generate dall’accessibilità delle tecnologie del test ed esacerbate dalla politica imperativa delle responsabilità individuali e l’autocontrollo dovrebbero essere indirizzate a livelli societari più ampi.

30 novembre 2003 Pubblicato da admin commenta!

La ripetizione dell’espansione trinucleotide nelle cellule germinali.

La traduzione di questo testo scientifico è letterale, e i termini inglesi vengono “italianizzati”. Sono rispettati totalmente i contenuti.

URL: http://www.ncbi.nlm.nih.gov/

9 novembre 2003
La ripetizione dell’espansione trinucleotide nelle cellule germinali.

Pearson CE-Program of Genetics and Genomic Biology, The Hospital for Sick Children, 555 University Avenue, Elm Wing 11-135, M5G 1X8, Toronto,
Ontario, Canada

L’espansione trinucleotide (come quella del CAG) causa almeno 30 malattie inclusa quella di Huntington (MH). Molte sono ereditate in maniera predominante attraverso la trasmissione paterna, e sono probabilmente il risultato di mutazioni specifiche della cellula germinale.

Uno studio recente delle cellule testicolari in pazienti affetti da MH ha rivelato che le espansioni avvengono nelle cellule diploidi prima del completamento della meiosi. Perciò le espansioni non sono limitate allo sperma del tardo aploide, nel quale il menoma sta “dormendo”.

Questi risultati hanno implicazioni sia per la ricerca che ha lo scopo di comprendere la trasmissione di una seria mutazione che per lo sviluppo di nuove terapie per la malattia.

13 novembre 2003 Pubblicato da admin commenta!

Analisi di modelli cellulari, transgenici e umani della Malattia di Huntington rivela alterazioni di tyrosine hydroxylase e neuropatologia della substantia nigra.

6 novembre 2003
Analisi di modelli cellulari, transgenici e umani della Malattia di Huntington rivela alterazioni di tyrosine hydroxylase e neuropatologia della substantia nigra.

URL: http://www.ncbi.nlm.nih.gov/

Yohrling GJ, Jiang GC, DeJohn MM, Miller DW, Young AB, Vrana KE, Cha JH-Department of Neurology, Center for Aging, Genetics, and Neurodegeneration, Massachusetts General Hospital, 114 16th Street,
B114-2000, 02129-4404, Charlestown, MA, USA

La Malattia di Huntington è un disordine neurodegenerativo progressivo, autosomico dominante, che è caratterizzato patologicamente da una degenerazione specifica dello striato. E’ stato ipotizzato come meccanismo che sottolinea il disordine del movimento nella MH un’aberrante neurotrasmissione della dopamina.

Riportiamo che l’attività enzimatica del tyrosine hydroxylase (TH), l’enzima che determina il grado della biosintesi della dopamina, è diminuito in un modello di topo transgenico della MH. In aggiunta si è scoperto che l’huntingtina mutata disgrega la trascrizione di TH e
il promotore della dopamina beta-hydroxylase (DbetaH). In situ l’ibridizzazione ha rivelato una perdita estensiva di TH mRNA e una diminuzione della dimensione della cellula dopaminergica nella substantia nigra umana. La proteina TH-immunoreattiva nel grado 4 della substantia nigra con MH è ridotta del 32% rispetto ai controlli di individui della stessa età non affetti.

Queste scoperte implicano anormalità nella neurotrasmissione di dopamina nella MH e possono fornire nuove strade per le valutazioni di una terapia con farmaci.

13 novembre 2003 Pubblicato da admin commenta!

Ruolo della proteolisi nei disordini da poliglutammine.

URL: http://www.ncbi.nlm.nih.gov/

1 novembre 2003

Ruolo della proteolisi nei disordini da poliglutammine.

Tarlac V, Storey E.-Department of Medicine (Neuroscience), Monash University, Alfred Hospital Campus, Melbourne, Australia.

Sino ad oggi sono stati individuati nove disordini da poliglutammine, inclusa la Malattia di Huntington (MH), l’atrofia spinobulbare muscolare SBMA), l’atrofia dentatorubral-pallidoluysian (DRPLA), e l’atassia spinocerebellare 1,

2, 3, 6, 7 and 17 (SCAs).

Sebbene esperimenti di esclusione e sui topi transgenici suggeriscano che un’acquisizione di funzione tossica sia un fattore centrale della morte dei neuroni in queste malattie /con la probabile eccezione della SCA6), l’esatto meccanismo della neurotossicità rimane in contenzioso. Un ulteriore enigma è la caratteristica distribuzione di danni neuronali in ogni malattia, nonostante le diverse espressioni delle proteine anormali.

Un possibile meccanismo che potrebbe essere alla base della distribuzione specifica di tossicità neuronale è la scissione proteoltica delle proteine che contengono il tratto di poliglutammine espanse in tutta la loro lunghezza.

C’è un’evidenza trovata in vitroo in vivo (o in entrambi) di scissione proteolitica nella MH, SBMA,

DRPLA, and SCAs 2, 3, e 7.

Nella MH la scissione è stato dimostrato manifestarsi in regioni specifiche, risultando in un’attivazione di caspasi. Queste malattie sono anche caratterizzate dallo sviluppo di aggregati intraneuronali della proteina abnorme co-localizzati con i componenti del ubiquitin-proteasome.

Rimane poco chiaro se questi aggregati siano patogenici o semplici segni della malattia; comunque, almeno nel caso dell’ataxin-3, la scissione promuove l’aggregazione. L’inibizione di specifiche

proteasi costituisce un potenziale approccio a queste malattie.

13 novembre 2003 Pubblicato da admin commenta!
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